Tre anni fa abbiamo raccontato la realizzazione del nuovo sito del Fondo Studenti Italiani, associazione che sostiene giovani laureati italiani interessati a proseguire Master, PhD e percorsi di ricerca all’estero. Quel progetto aveva un obiettivo principalmente tecnico e operativo: modernizzare il sito, rendere più semplice l’accesso alle informazioni e facilitare la presentazione delle domande.
Ne avevamo parlato nel nostro precedente case study dedicato al Fondo Studenti Italiani e allo sviluppo del sito web. A distanza di alcuni anni siamo tornati sul progetto con un obiettivo differente: far evolvere una piattaforma già funzionante trasformandola in uno strumento più efficace per intercettare la domanda organica. Questa volta il lavoro ha quindi unito tre aree: sviluppo tecnico, ricerca SEO e ottimizzazione on site. Non un semplice intervento sui meta tag, ma una revisione coordinata tra tecnologia, struttura delle pagine, parole chiave, contenuti e misurazione dei risultati.
Dallo sviluppo alla SEO: ripensare come gli studenti cercano il Fondo
Il primo passaggio è stato tecnico. Abbiamo effettuato backup e aggiornamenti del sito, intervenendo sulla CMS di base, sui componenti utilizzati e sulla configurazione generale. In parallelo abbiamo aggiornato l’infrastruttura SEO, verificando sitemap, dati strutturati e configurazioni necessarie per rendere il sito più semplice da interpretare anche per i moderni sistemi di ricerca. Ma la parte più interessante è arrivata dopo. Abbiamo analizzato come le persone cercano realmente questo tipo di servizio. Il sito precedente utilizzava un linguaggio molto istituzionale, corretto dal punto di vista dell’organizzazione, ma non sempre coincidente con quello utilizzato dagli utenti su Google.
La homepage, per esempio, è stata riposizionata intorno alla keyword primaria “prestito studenti”, affiancata da altri concetti simili e complementari Le pagine interne hanno invece ricevuto intenti specifici: funzionamento dell’agevolazione, requisiti, modalità di accesso, presentazione della domanda e restituzione. È esattamente ciò che intendiamo quando parliamo di scegliere le parole chiave giuste: non inserire una keyword molte volte nella pagina, ma capire quale domanda dell’utente deve soddisfare ogni URL. La pagina dedicata ai requisiti, ad esempio, deve rispondere a chi vuole sapere se può accedere al finanziamento. La pagina sulla domanda deve invece intercettare un utente molto più vicino all’azione. La pagina sui piani di restituzione deve chiarire cosa succede dopo l’erogazione.
Ogni pagina assume così un ruolo preciso nel percorso informativo. Abbiamo lavorato anche su meta title e meta description, H1 e testi delle sette pagine principali. L’obiettivo era allineare ciò che Google comprende della pagina con ciò che l’utente si aspetta di trovare dopo il clic.
SEO on site significa anche correggere il messaggio del progetto
Durante l’analisi ci siamo accorti che il lavoro SEO non poteva limitarsi alle parole chiave. Anche il progetto del Fondo Studenti Italiani si era evoluto. Storicamente il Fondo era fortemente collegato agli studi negli Stati Uniti. Oggi, invece, l’agevolazione riguarda anche percorsi post-laurea in numerosi altri Paesi. Abbiamo quindi rivisto la comunicazione delle pagine principali, eliminando riferimenti diventati troppo restrittivi e rendendo più chiaro che il sostegno può riguardare Master, PhD e periodi di ricerca in Europa e in altri importanti mercati accademici internazionali.
Abbiamo inoltre confrontato le informazioni presenti nelle diverse sezioni. Un progetto SEO efficace richiede infatti che Google e utenti trovino informazioni coerenti su requisiti, importi, percorsi ammissibili, certificazioni linguistiche, restituzione e modalità di accesso. Questa parte viene spesso sottovalutata. La SEO non consiste soltanto nel posizionare una pagina. Significa anche migliorare la qualità dell’informazione che quella pagina offre. Se una persona arriva da Google con una domanda precisa e trova una risposta chiara, aumentano le probabilità che continui il percorso e compia un’azione utile.
Abbiamo inoltre predisposto il progetto per una maggiore leggibilità da parte dei nuovi sistemi di ricerca basati sull’intelligenza artificiale. È un’area ancora in forte evoluzione, ma il principio resta quello che utilizziamo da anni: contenuti ben organizzati, struttura tecnica corretta, informazioni coerenti e relazioni chiare tra le pagine. Il lavoro è stato infine accompagnato da un sistema di reporting che permette di confrontare performance del sito, canali di acquisizione e risultati organici. È lo stesso approccio che utilizziamo nei nostri progetti di analisi dati web: fare una modifica, misurarne gli effetti e decidere il passo successivo sulla base dei numeri.

I primi risultati: più impression, più click e soprattutto più conversioni organiche
A circa un mese dall’intervento, i primi dati sono particolarmente interessanti. Nel periodo analizzato, Google Search Console registra una crescita del 40% delle impression organiche, rispetto ai 30 giorni precedenti. I click salgono aumentano del 28,3%. Guardando alle singole query, la crescita appare ancora più coerente con il lavoro svolto. La keyword “prestito studenti”, sulla quale abbiamo riposizionato la homepage, registra una crescita del 161,1% rispetto al periodo precedente. Crescono anche molte altre parole chiave e numerose varianti correlate. Questi numeri diventano ancora più interessanti se letti con gli strumenti corretti. Google stessa spiega che impression, click, CTR e posizione media devono essere analizzati insieme attraverso il Performance Report di Search Console. Nel nostro caso, la crescita non riguarda quindi soltanto quante volte il sito viene mostrato, ma anche quante persone effettivamente arrivano sul progetto attraverso la ricerca organica. Per approfondire questo tipo di analisi abbiamo pubblicato anche una guida dedicata a Google Search Console e un approfondimento sulla differenza tra Google Analytics e Search Console.
Il risultato che ci interessa maggiormente, però, arriva da Google Analytics. Le sessioni provenienti da google / organic sono aumentate del 42,1% rispetto ai 30 giorni precedenti. Ma soprattutto gli eventi chiave generati dal traffico organico sono aumentati del 240%. Questo è il dato che più ci piace. La SEO non deve servire semplicemente a generare un grafico con più impression. Deve portare sul sito persone realmente interessate e accompagnarle verso azioni importanti: consultare le pagine strategiche, approfondire i requisiti e arrivare alla richiesta.
Anche il confronto annuale offre un segnale interessante: le sessioni organiche risultano in crescita del 29,8%, mentre i key event provenienti da Google organico aumentano del 466,7%. Le impression complessive di Search Console crescono inoltre del 60,6% e i click del 44,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È ancora presto per parlare di un punto di arrivo. La SEO è per definizione un processo progressivo. Tuttavia, questi numeri mostrano già una direzione precisa: le pagine stanno intercettando meglio le ricerche giuste e il traffico organico sta diventando più utile per il Fondo.
Il prossimo passo sarà continuare a monitorare query, pagine e conversioni, individuando nuovi contenuti capaci di rispondere alle domande più frequenti degli studenti. È il principio alla base del nostro approccio allo sviluppo siti web: il sito non è un prodotto che si conclude con il go-live, ma un’infrastruttura digitale che può continuare a migliorare nel tempo.
La collaborazione con il Fondo Studenti Italiani racconta bene questa filosofia. Prima abbiamo costruito il sito. Tre anni dopo siamo tornati sui dati, sulla struttura e sui contenuti per farlo crescere. E i primi risultati dimostrano quanto sviluppo, SEO e analisi possano diventare molto più efficaci quando vengono affrontati come un unico progetto.
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